Orvieto, una città da vertigine

Viaggio in autobus

Dall’area sosta di Lubriano prendiamo l’autobus in tarda mattinata. Percorrendo le colline che dividono il Lazio dall’Umbria, giungiamo in un continuo sali e scendi ad Orvieto. L’autobus ci lascia all’interno del piazzale di quella che fino al 2002 era la Caserma Piave. Ora dismessa e lasciata come al 30 Aprile 2002. Il luogo è tutto abbandonato ad eccezione del piazzale riutilizzato come parcheggio. Qui nascosti tra i parcheggi auto e i capolinea degli autobus ci sono anche 3 parcheggi per camper molto, molto economici, qualcosa come 2 euro l’intera giornata.

Il Pozzo di San Patrizio

Siamo vicinissimi al Pozzo di San Patrizio, così iniziamo proprio da questa costruzione, divenuta icona della città insieme al Duomo. In effetti il pozzo di San Patrizio è un’opera davvero strabiliante in quanto a genio ingegneristico.

L’accesso costa 5 euro e i cani non sono ammessi.
Costruito nel XVI secolo per volere del Papa Clemente VII era stato pensato per assicurare alla città un rifornimento di acqua sicuro, anche in caso di assedio.
Inizialmente chiamato Pozza della Rocca, essendo adiacente alla fortezza Albornoz, cambiò nome in seguito alle tante leggende che già dal ‘500 si formarono intorno alla sua bizzarra quanto audace architettura.

Denominato di San Patrizio per il richiamo al Purgatorio di San Patrizio, la caverna irlandese usata dal santo in preghiera, talmente profonda da credere fosse l’accesso agli inferi. Il Pozzo di San Patrizio è diventato, nei secoli, un modo di dire, che indica avere a disposizione una fonte inesauribile di ricchezza.
Ma cosa ha di così inaudito questo pozzo?

Capiamo, ancor prima di entrare, che sarà profondo e inesauribile, come voleva Clemente VII, ma non ne comprendiamo tutta l’audacia architettonica fino alla prima finestra.


Il pozzo è profondo 53,15 metri e ha un diametro di 13,40. Attraverso 248 bassi scalini si scende e si sale in due distinte scalinate a spirale che non si incrociano mai. Era stato concepito e costruito proprio per consentire il passaggio dei muli con le otri cariche di acqua senza che si intralciassero la via tra chi scendeva e chi saliva. All’uscita dal pozzo, attraversiamo il parco costeggiando i resti di un tempio etrusco.


La fortezza Albornoz

Andiamo ai giardini pubblici, inseriti dentro le mura della fortezza Albornoz, edificata nel ‘300 ancora perfettamente conservata . Da qui si gode di un’ottima visuale mozzafiato sulla rupe di Orvieto e sulle colline circostanti. È qui che capiamo Orvieto. È una cittadina dalle grandi forme dove è necessario spostare lo sguardo ora in alto ora in basso.

Il Duomo di Orvieto

Percorrendo il centro pedonale, tra i tavolini dei bar e la gente cittadina che passeggia, arriviamo al Duomo. Una chiesa in stile gotico ci accoglie. È enorme, mastodontica, la sua facciata è interamente adornata da mosaici e bassorilievi. Tutti vorrebbero cogliere una tale grandezza nelle proprie foto, impresa così ardua da rispecchiarsi nelle comiche posizioni assunte un po’ da tutti noi provetti fotografi. Sarebbe molto interessante visitare anche l’Orvieto Ipogea. Tuttavia il giro dura un’ora e rischiamo di perdere l’ultimo autobus per tornare all’area di sosta di Lubriano. Lasciamo alla prossima occasione la scoperta dell’Orvieto sotterranea. Siamo già ampiamente soddisfatti.

 

Orvieto è una città che è stata in grado tanto di farci sprofondare, quanto di farci innalzare gli occhi verso il cielo.

 

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INDIRIZZO DELLA
NOSTRA SOSTA
Lubriano, Piazza Paime 2; coordinate GPS 42.63483, 12.10458
(descrizione e prezzi sulla nostra mappa).
PERIODO DELLA VISITA Ottobre 2018
COSA FARE E
PUNTI D’INTERESSE
Pozzo di San Patrizio
Fortezza Albornoz
Duomo
Orvieto sotterranea
PERCHE’ SI’  Orvieto sembra magica con il suo protendersi con maestosità ora in basso ora verso l’alto

 

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